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Noosfera

da Wikipedia:

Il termine noosfera indica la “sfera del pensiero umano” e deriva dall’unione della parola greca νους (“nous“), che significa mente, e della parola sfera, in analogia con i termini “atmosfera” e “biosfera“.

Nella teoria originale di Vladimir Vernadsky, la noosfera è la terza fase dello sviluppo della Terra, successiva alla geosfera (materia inanimata) e alla biosfera (vita biologica). Così come la nascita della vita ha trasformato in maniera significativa la geosfera, così la nascita della conoscenza ha trasformato radicalmente la biosfera.

Per Pierre Teilhard de Chardin, la noosfera è una specie di “coscienza collettiva” degli esseri umani che scaturisce dall’interazione fra le menti umane. La noosfera si è sviluppata con l’organizzazione e l’interazione degli esseri umani a mano a mano che essi hanno popolato la Terra. Più l’umanità si organizza in forma di reti sociali complesse, più la noosfera acquisisce consapevolezza. Questa è un’estensione della Legge di complessità e coscienza di Teilhard, legge che descrive la natura dell’evoluzione dell’universo. Pierre Teilhard de Chardin sostenne, inoltre, che la noosfera sta espandendosi verso una crescente integrazione e unificazione che culminerà in quello che egli definisce Punto Omega, che costituisce il fine della storia.

Alcuni studiosi hanno visto Internet come un processo che sta realizzando la noosfera e per questo Teilhard de Chardin viene a volte considerato il santo patrono di Internet.

 

Quindi, riconoscere l’impatto dello strato del pensiero umano su tutti i cicli evolutivi e le dinamiche biogeochimiche del sistema Terra.

Senza la comprensione del significato e del fine evolutivo della noosfera in quanto mente auto-riflessiva o strato mentale del pianeta, non potremo comprendere il tipo di soluzioni necessarie per ristabilire un futuro sostenibile per il pianeta. Come afferma P.R. Masani, fino ad oggi “il movimento ambientalista non ha avuto successo, a causa della sua negligenza della noosfera.” Questo è il punto. Esattamente come la maggior parte degli esseri umani sono a stento consapevoli di essere membri funzionanti – o malfunzionanti – della biosfera, ancora meno sono coloro che sono consapevoli di partecipare ad un campo mentale collettivo detto noosfera.

La noosfera è il campo mentale che diamo per scontato come l’ambiente psicologico che ci accomuna tutti. Questo ambiente mentale inconscio onnicomprensivo è carico di presunzioni  o preconcetti e, a seconda di qual è la parte del mondo in cui vi trovate, può essere pieno di eclatanti contraddizioni.

Se consideriamo la Terra come un insieme, dobbiamo assumerci ora la responsabilità dei pensieri che creiamo, che caricano il campo mentale o strato di pensiero della Terra delle cause di tutto ciò che ci ammala e che tormenta il pianeta oggi. Non solo dobbiamo assumerci la responsabilità dei nostri pensieri, dobbiamo anche renderci conto della relatività dei nostri pensieri e delle nostre credenze in relazione ai pensieri e alle credenze altrui – e forse dobbiamo ripensare tutto il nostro programma. Se potessimo vedere lo strato di pensiero della nostra specie come una sfera che copre l’intero pianeta, vedremmo una ragnatela rattoppata e difettosa, politicamente, religiosamente ed ideologicamente divisa, moralmente ottusa, saturata dagli effetti dell’avidità e della generazione di profitto – tutto fuorché unificata. È il gioco di forze incongruente ed incoerente all’interno di questo strato di pensiero – la noosfera – che perpetua ed accelera le politiche nazionalistiche, religiose e corporative che danno forma al mondo di oggi. Fino a che non diverremo veramente consci di questo, tutto questo resterà fuori controllo e continuerà a provocare disastri nella biosfera.

Ma non è solo la negligenza noosferica degli ambientalisti a costituire un ostacolo insormontabile alla soluzione del problema mondiale – c’è anche la riluttanza degli scienziati in generale ad ammettere che il pensiero umano ed i suoi successivi sforzi all’interno della biosfera possano avere un effetto – come il surriscaldamento globale. Ciò dipende dal fatto che gli scienziati sono riluttanti ad esaminare realmente e a fare proprio ciò che è nelle loro menti. Se l’industria umana – i bisogni della tecnosfera, così distruttivi e devastanti per la biosfera – è alla base del problema ambientale, alla base dell’industria umana c’è la mente umana. I delfini non hanno inventato l’orologio, l’uomo sì. L’orologio è venuto dalla mente umana. Quando l’uomo ha inventato l’orologio e ne ha fatto una parte inestricabile della noosfera, ha aperto un vaso di Pandora di meccanizzazione e politica monetaria che ha velocemente trasformato se stesso, la sua mente ed il suo mondo, rendendolo l’incontrastato predatore-dominatore di questo pianeta, e portandolo a sventrare la Terra senza alcuna pietà pur di dare alle macchine ciò che esse gli chiedono.

 

Sarebbe bello che ci fosse una rivista che porti stampato in copertina a caratteri cubitali:

“Servizio Speciale – Inquinamento Noosferico

SIATE PREOCCUPATI. SIATE MOLTO PREOCCUPATI. L’inquinamento noosferico non è un vago problema del futuro – sta già danneggiando il pianeta ad un ritmo preoccupante. Ecco come voi lo create e lo perpetuate, e come i vostri figli e i figli dei vostri figli faranno lo stesso – a meno che non cambiate idea ora.”

L’irradiazione dell’uomo e l’ominizzazione della Terra. Irradiando tecnologicamente tutto il pianeta l’homo sapiens ha inavvertitamente portato la noosfera alla manifestazione, o piuttosto l’ha diffusa come una zona mentale di confine, che copre il mondo intero. La noosfera umana ha avuto un avuto un impatto sul pianeta che è di natura geologica, causando estinzioni in massa di intere specie viventi e cambiamenti climatici senza precedenti, per non parlare della devastazione di risorse vitali come le foreste pluviali, gli oli combustibili fossili, il plancton e le barriere coralline.

È l’impatto sul mondo del pensiero umano e la sua trasformazione in tecnologia delle macchine che ha reso la noosfera un fenomeno planetario, seppure inconscio. Ora questa noosfera si trova nel processo di divenire conscia. Così come, lentamente, sempre più esseri umani arrivano a rendersi conto del fatto che il nostro pensiero è alla base della distruzione del mondo, allo stesso modo la noosfera si avvicina sempre più al momento in cui diverrà conscia. Ma deve prima passare attraverso una fase intermedia – la cybersfera. In quanto esteriorizzazione della noosfera in una rete elettronica, la cybersfera è il sistema nervoso virtuale del pianeta.

L’esteriorizzazione della noosfera – lo strato di pensiero planetario – ebbe inizio con la comparsa della stampa. Poi, attraverso telegrafo, telefono, radio, televisione, computer, fax, pc, telefoni cellulari e internet, l’homo sapiens ha esteriorizzato lo strato di pensiero nella cybersfera, facendone una noosfera virtuale. Ma l’estensione artificiale dello strato di pensiero permette ancora all’uomo di evitare di rendersi conto che si trova di fronte alle sue stesse manipolazioni mentali, abili proiezioni che simulano a ipervelocità a tot gigabyte quelli che sono meccanismi e processi ancora inconsapevoli della sua stessa mente. E se l’uomo rivolgesse la propria attenzione alla mente stessa come mezzo di auto-riflessione collettiva, la noosfera, e la spogli del fascino mondano delle sue ingegnose invenzioni, in modo da poter volgere lo sguardo dentro, per poter vedere cosa c’è alla radice della sua abilità e ingegnosità? E se, nell’affrontare la crisi biosferica, l’umano riconoscesse che in realtà quella che si trova di fronte è un’emergenza noosferica; emergenza nel senso che ha bisogno di attenzione immediata, ma anche nel senso che qualcosa sta per emergere – la noosfera che diviene conscia di se stessa?

Il punto non è tanto la crisi biosferica, è la noosfera che sta avendo un esaurimento nervoso – buon segno, nel senso che significa che sta crescendo…

 

 

art. completo

 

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